

Sono un appassionato di fotografia astronomica; le mie preferenze sono per il cielo profondo e quindi per il largo campo.
SOFTWARE
OTTICHE

Il 4 dicembre 2007 ho acquistato il Takahashi 106 FSQ f/5, detto anche New-Q. Rappresenta il top assoluto nel suo ambito. Le impressioni nel maneggiarlo sono di una superiorità netta rispetto a tutti gli altri rifrattori simili, in termini di soluzioni tecniche, precisione meccanica, solidità complessiva, e, in generale, qualità costruttiva. Vedremo se mantiene le aspettative con i test ottici e soprattutto fotografici: in effetti rispetto al suo leggendario predecessore, questo modello dovrebbe avere una correzione ottima anche nell'infrarosso, facilitando le riprese con CCD e DSLR modificate.
Celestron
C8 starbright - f
200mm - ƒ2000mm
Non spenderò troppe parole per quello che forse è lo strumento più conosciuto al mondo. Io ce l'ho dal '93 e l'ho utilizzato moltissimo, soprattutto insieme al riduttore di focale (vedi più avanti). Per la fotografia non è eccezionale ma fa il suo onesto lavoro.
Novità: Da quando ho acquistato il Meade LX200R lo uso saltuariamente come ottica d'inseguimento, oppure lo utilizza Salvatore nelle sue prime esperienze per capire se l'astronomia gli interessa davvero.
L'11
aprile 2007 mi è stato consegnato il Meade LX200R da 8" dopo pochi giorni
dall'ordine (grazie a Plinio per l'interessamento). Rispetto al C8 mi aspetto:
una messa a fuoco più confortevole; un campo piano a f10; maggiore incisione
delle immagini deepsky in visuale ma soprattutto in fotografia; il blocco del
primario; minore frequenza di collimazione del secondario. Nel momento in cui
scrivo ho verificato sul campo tutte le migliorie rispetto al C8 escluso una: il
secondario si scollima esattamente come faceva il C8, basta un colpetto!!!
Ho risolto il problema ordinando le apposite Bob's Knobs. Il sistema Meade di sospensione a molla del secondario è nettamente migliore di quello Celestron e consente la collimazione del secondario in pochi istanti anche se non si è particolarmente allenati nell'effettuare questa operazione. Le istruzioni allegate alle Bob's knobs, devo dire, aiutano molto ad imparare la corretta procedura d'utilizzo, che comunque risulta molto semplice.
Vixen ED102SS f 102mm - ƒ660mm
E' il gioiellino di casa. L'osservazione e la fotografia con questo strumento mi hanno sempre appagato. E' arrivato nel '96 e non se ne andrà mai più.
Brutta novità: l'incidente che ho patito il 15 dicembre 2007 ha completamente rovinato la lente secondaria del gioiellino: spero di poterlo utilizzare comunque come ottica d'inseguimento, e magari di riparalo se riuscissi a trovare la lente di ricambio.

Teleobiettivi
Pentacon f 500mm - f /5,6 - attacco a vite 42x1. Impressionante a vedersi ma non eccezionale come resa ottica sul digitale. Praticamente non lo uso più
Pentacon f 300mm - f /4 - attacco a vite 42X1. Grande obiettivo, con il formato 24x36 mi ha dato grandi soddisfazioni. Mi aspettavo facesse il suo dovere anche con il digitale, invece risulta penalizzato da una forte componente sfocata sul blu. Resta un ottimo obiettivo acromatico ma col digitale non va bene. Non lo uso più.
Pentacon f 200mm - f /2,8 - attacco a vite 42X1. E' un'ottica che ai suoi tempi sfiorava la perfezione. L'ho acquistato al Balon (il mercatino più famoso di Torino) per pochi spiccioli in rapporto al suo valore di mercato in quanto il meccanismo del diaframma era irrimediabilmente rovinato. L'ho smontato e ho rimosso completamente il diaframma. Nel formato 24x36 mi ha dato sempre stelle puntiformi anche negli angoli del fotogramma. Col digitale ha lo stesso problema del 300: componente blu fuori fuoco.
Nikkor f 105mm - f /2 acquistato a dicembre 2006 di seconda mano. Le foto di prova su primi piani e panorami sono spettacolari. Vedremo come se la cava nelle astrofoto.
Bisogna spendere due parole sul marchio Pentacon. Con sede a Iena nell'allora Germania Est, soffriva della costante fluttuazione della qualità dei suoi prodotti e l'acquisto di questi oggetti si traduceva in una scommessa. Io ne ho vinte almeno due su tre!

A fine febbraio 2007 ho acquistato d'occasione il Nikkor 80-200mm f/2,8. Che prima o poi avrei comprato uno zoom lo avrei escluso io stesso: non mi sono mai piaciuti e la resa ottica è generalmente penalizzante in confronto agli obiettivi fissi. Però Le recensioni che ho letto su questo zoom mi hanno convinto, e le prime foto non astronomiche confermano trattarsi di un'ottica veramente superiore. Vedremo se si confermerà valido anche in astrofotografia.
MONTATURE

Losmandy G-11.
La montatura precaria dei miei primi telescopi mi ha convinto che prima di pensare all'ottica bisogna pensare alla montatura. Ciò è ancora più vero se si vuole fare astrofotografia. Ho benedetto i soldi investiti in questa montatura, utilizzandola mettendoci sopra il C8 col Vixen, il C8 con i vari pentacon, il vari pentacon con il vixen, e così via, senza mai avere problemi. Unici nei sono la mancanza di movimenti micrometrici e la 'durezza' nei blocchi degli assi in AR e dec. Con il recente acquisto dell'elettronica FS2 e dei motori ESCAP ho praticamente risolto il primo problema; il secondo si risolve con l'adozione di blocchi dotati di tre levette che li trasformano in dei volantini. Inoltre (ma questa è una caratteristica di tutte le equatoriali) il bilanciamento del carico è critico, specialmente sull'asse di declinazione. Il treppiede è di forma strana, ingombrante ma solidissimo. Dopo un paio d'anni di utilizzo ho cominciato ad apportare alcune modifiche per ottimizzare l'uso dello spazio e minimizzare la quantità di cavi volanti. Innanzitutto ho posto all'interno della testa del treppiede un trasformatore switching industriale che con l'ingresso a 220V dà in uscita 5A su 12V. Per operare in sicurezza ho tappato il fondo con un pannello circolare su cui sono presenti: l'ingresso a 220V, un interruttore generale, un ingresso ausiliario per la 12V per alimentare la montatura dalla batteria dell'auto, ed una uscita a 12V per eventuali necessità. In seguito ho 'appeso' ai lati prima l'ST4 epoi l'FS2. Con l'arrivo della D70 ho provveduto a inserire dentro la testa del treppiede l'alimentatore dedicato al corpo macchina ed un micro-hub USB a quattro porte. Non credo che ci stia più nulla: visto dall'alto si presenta così.

Alla fiera di Forlì del 2007 ho acquistato il sistema Geoptik a coda di rondine per installare sulla G11 due tubi in parallelo invece che sovrapposti. Il sistema sembra molto user friendly e mi consentirà di contenere la coppia totale diminuendo notevolmente il braccio di leva. I contro possono essere: un ulteriore grado di libertà nel bilanciamento del carico, e una possibile fonte di risonanza in presenza di vento (con questo sistema il telescopio assomiglia a un gigantesco diapason). Vedremo le prove sul campo.

Vixen Super Polaris.
E' l'ideale per portatilità e robustezza. Di dimensioni contenute, non è adatta a reggere grossi carichi ma se la cava ottimamente anche con un C8. I motori e la pulsantiera sono all'altezza e si fanno apprezzare per i consumi parchi: a 16X un motore assorbe 150 mA su 9V, e quindi può funzionare tranquillamente con sei batterie alcaline; roba d'altri tempi. Anche il treppiede è leggero e robusto, e ripiegato occupa pochissimo spazio.
L'ho utilizzata talmente tanto che ho dovuto fare rifare la parte superiore che si era usurata. Secondo me le più diffuse montature equatoriali leggere di oggi, prendo tutte spunto da questa riuscitissima giapponese.
CORPO MACCHINA

Nikon D70.
L'ho aspettata per un paio d'anni, da quando la mia Praktica BT100 aveva tirato le cuoia. L'ho acquistata per avere una macchina foto da ritratto e da panorama, ma appena giunta sul mercato, internet si è popolata di siti che ne raccontavano mirabilia nell'impiego astronomico. Non rivaleggerà mai con i buoni CCD in BN ma sa dare soddisfazioni insperate.
Un corpo macchina cui sono molto affezionato è la Olympus OM-1: secondo me il corpo macchina ideale per l'astrofilo. Vetrino intercambiabile, specchietto sollevabile e tendina orizzontale in tessuto (scatto dolcissimo, praticamente esente da vibrazioni) erano le caratteristiche che più ho apprezzato. Non la uso da quando ho deciso di smettere con la fotografia chimica, ma ha un posto fisso nel mio cuore.

Nella prima metà di ottobre 2007 acquisto la famosa Canon EOS350D. Ho ceduto all'evidenza che questa macchina ha prestazioni nettamente superiori a qualunque altra DSLR in ambito astronomico amatoriale. Ho subito fatto una serie di foto a soggetti svariati con l'ottica fornita a corredo e ho ripreso gli stessi soggetti con la Nikon D70 equipaggiata con un'ottica simile. Il risultato del confronto è stato impietoso per la Canon: la D70 le è superiore in ogni frangente. In gran parte credo che il divario sia dovuto all'ottica: i due 'zoometti' a vista sembrano il diavolo e l'acquasanta. Il Nikon, pur essendo un entry-level ha l'aspetto e la solidità di un oggetto benfatto. Il Canon sembra un accessorio di un giocattolo: leggero, pressofuso (non si vede una vite!), ghiere lasche... insomma, qualità nettamente inferiore.
Ciò mi ha sollevato l'animo in vista della operazione che stavo per fare: la modifica del corpo macchina della 350D al fine di eliminare il filtro infrarosso posto di fronte al CCD o CMOS di tutte le DSLR. Questa operazione non è indolore per la funzionalità della macchina: infatti una volta asportato il filtro IR la messa a fuoco non risponde più correttamente e la taratura del bianco risulta totalmente errata. In pratica non si può usare più la macchina per la normale fotografia. Per completezza d'informazione cito la possibilità di eseguire una modifica che prevede la sostituzione del filtro IR con un apposito filtro IR della Baader che ha una bada passante nell'infrarosso notevolmente più larga del filtro IR originale. Questo tipo di modifica, a fronte di un costo non trascurabile del filtro Baader, rende la macchina utilizzabile anche per le normali riprese fotografiche; le opinioni sulla reale bontà di questa soluzione divergono alquanto.
Pochi giorni dopo l'acquisto ho effettuato l'operazione a cuore aperto, preceduta da un accurato studio su internet della corretta procedura da eseguire, e recuperando materiali e attrezzature che servivano allo scopo. Alla fine ho scelto di seguire le raccomandazioni e la procedura del sito di Ashley Roeckelein, che mi è sembrato il più chiaro e dettagliato. Come uunica eccezione non ho inserito un vetrino sostitutivo del filtro IR ma ho lasciato il chip nudo.
WEBCAM

Philips Toucam Pro.
L'ho usata qualche volta, ma poiché i pianeti non sono proprio una mia passione resta quasi sempre inutilizzata.
OCULARI E ACCESSORI

Oculari:
Celestron Ultima 42mm - Celestron Ultima 30mm
Celestron Ultima 18mm - Meade Super Plössl 12.4mm
Meade Super Plössl 9.7mm - Meade Barlow tripletto 2x
Diagonale prismatico - Riduttore di focale Celestron f6,3
MFFT Celestron per focheggiatura di precisione
Guida fuori asse 'Radial guider' Celestron
Purtroppo alcuni fra oculari, filtri, raccordi e minutaglia varia sono andati persi nell'incidente del 15/12/2007

Filtri visuali:
N°8 - N°12 - N°15 - N°21 - N°25
N°82A - N°80A - N°38A - N°47
N°56 - N°58
filtro neutro N°96 - 90%

Filtri interferenziali:
Deep Sky
Ultra High Contrast
Infrared Block
FILTRO SOLARE

Tousand Oaks tipo 2+ in vetro alluminato
per osservazione visuale e fotografia.